Tutto Milano - La Repubblica 17 Marzo 2005 di Roberto Nepoti

<<Milano marginale e noir>>

E' un film milanese a pieno titolo l' interessante "Lievi crepe sul muro di cinta", presentato in concorso al Bergamo Film Meeting. Benché brindisino di nascita, il regista Federico Rizzo vive a Milano dall'età di sette anni, vi ha studiato, vi ha realizzato corti e lungometraggi in digitale, che si sono segnalati al festival Filmmaker. Ed è ambientata in città, ben riconoscibile per quanto notturna e tinta di "noir", la storia di Agostino (lo interpreta Paolo Pierobon, diplomato alla Civica scuola Paolo Grassi), un poeta refrattario ai compromessi fino all' autodistruttività che l'attraversa come un corpo estraneo rispetto alla vita della gente "normale". La notte, la passa in uno scantinato alla Ghisolfa con la porta sempre aperta; non possiede telefonino e si serve di telefoni pubblici allo sfascio per chiamare l'editore che non ha alcuna intenzione di pubblicare il suo libro. Un esempio di cinema marginale, piccolo e indipendente, da incoraggiare.

  Il Giorno - 10 Marzo 2005 di Silvio Danese

<<Federico Rizzo, regista rivelazione del Bergamo Film Meeting con Lievi crepe sul muro di cinta>>

Tra gli ultimi film prodotti a Milano (in questo caso autoprodotti al cento per cento) c'è "Lievi crepe sul muro di cinta" del trentenne Federico Rizzo, in concorso in questi giorni al Bergamo Film Meeting. Fuori dai canoni narrativi tradizionali, punteggiato da inserti onirici, ambientato in una città periferica di anziani solitari e strade deserte, "Lievi crepe sul muro" ha per protagonista un poeta che, più che appartato (emarginato dall'attività "non produttiva"), è isolato davanti al mare aperto dell'immaginazione e dell'amore per una donna, la ex moglie. Nato a Brindisi, Rizzo vive a Milano dall'età di sette anni e da più di un decennio sta componendo una sorta di silloge cinematografica intitolata "Decalogo delle giovani vittime". Tra portoni antichi e campi periferici si riceve una Milano lirica. Dove hai girato? "Ho girato alla ghisolfa, la mia zona. Per molti anni ho frequentato via Foppa e i dintorni. A Sesto san Giovanni ho ripreso quel grattacielo orribile a metà film. Mi fa piacere che, a Bergamo, la proiezione ufficiale sia avvenuta nel giorno della Festa della Donna, perchè uno dei temi è la sofferenza dell'amore perduto. Il protagonista continua a ricercare un contatto con la ex moglie. Nonostante il fascino della poesia e del poeta finisca per coinvolgere altre donne, l'obiettivo è tornare da quella amata. Spero che agli spettatori arrivi arrivi l'intensità di questo sentimento". Chi è questo poeta? "Questo personaggio è ispirato a mio padre. E' uno scrittore che non ha trovato il successo delle grandi pubblicazioni. dopo aver visto i miei primi lavori, mio padre ha pensato: vorrei che tu raccontassi la mia storia di poeta non pubblicato. Allora gli ho chiesto di scrivere il film. Spero che qualcosa della sua poesia arrivi al pubblico. Ho soltanto ritoccato qualche scena per ragioni narrative. In fondo con questo sesto film del mio "Decalogo" ho voluto rappresentare un poeta spogliato e incattivito da una società che non dà ascolto a chi non consuma e nulla produce". Che cos'è il "Decalogo delle giovani vittime"? "Nasce dopo una gavetta nel circuito dei cortometraggi. Ho incominciato a fare film brevi e sempre autoprodotti a quindici anni, quindi esattamente quindici anni fa. Il "Decalogo" parte da un film dedicato al "Wilhelm Maister" di Goethe e arriva a questo, per ora. Il "Decalogo" è una ricerca sulle relazioni umane. Come ricerca è qualcosa di assai diverso dall'appiattimento culturale del cinema italiano, subordinato al denaro della televisione. Il cinema italiano è costantemente a rischio di infantilità.

  Italia Oggi - 09 Marzo 2005 di Lucia Colucelli

<<Rizzo: lungometraggi con 25 mila euro - Il digitale in aiuto dei giovani registi>>

Produrre senza soldi pubblici è possibile anche per un giovane autore? Federico Rizzo, 28 anni, regista di lievi crepe sul muro di cinta, in concorso in questi giorni alla 23esima edizione del bergamo Film Meeting (fino a domenica 13 marzo), risponde di si. E lo dimostra con le sue produzioni che lo hanno fatto diventare, nel giro di alcuni anni, un fenomeno produttivo molto noto soprattutto nell'area milanese e bolognese. Rizzo continua a girare e ad autoprodursi. Questo è già il suo sesto lungometraggio, realizzato, come i precedenti, in digitale. Lievi crepe sul muro di cinta è costato appena 25 mila euro, "il lungometraggi dura 73 minuti ed è stato girato in 20 giorni", precisa Rizzo, "e la troupe è formata da tecnici e attori tutti professionisti, come il protagonista, Paolo Pierobon, interprete fra i più interessanti delle ultime generazioni. Hanno creduto nel progetto e hanno accettato di girare nei fine settimana. Il digitale offre grandi possibilità a chi vuol produrre a bassissimo prezzo, purtroppo la difficoltà arriva con la distribuzione. "Per riversare il girato da digitale a pellicola occorrono altri 25 mila euro", spiega Rizzo, "e per questo finché un distributore non si dirà interessato non trascriverò il film. Una speranza ce l'ha fornita Walter Vacchino presidente Anec (Associazione esercenti), che ha annunciato il progetto di apertura di 50 schermi in digitale. "Per noi giovani sarebbe una grandissima chance di arrivare al pubblico della sala". I lavori di Rizzo, che in cinque anni ha investito 80 mila euro nelle sue opere, continuano a trovare consensi. Non bastano questi riconoscimenti come reference system? Pare proprio di no. Perché Rizzo lamenta che una sua richiesta di finanziamento al credito pubblico non viene approvata da tre anni. Ma, dopo Bergamo, questa forse sarà la volta buona, anche perché la Rai potrebbe interessarsi a questo nuovo film, che prevede un budget da 750 mila euro.

  Tutto Milano - La Repubblica 3/9 Marzo 2005 di Luca Mosso

<<Bergamo e i giovani italiani di talento>>

Dà fiducia ai giovani e punta sul cinema italiano il Bergamo Film Meeting di quest' anno. In un concorso di esordienti spiccano l' ottimo "Lievi crepe sul muro di cinta" del talentuoso milanese Federico Rizzo, antinaturalistico racconto di una disperata deriva esistenziale ben interpretato da Paolo Pierobon. (...)

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